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TEL AVIV 100

 
 



IL PROFESSOR DAN BAHAT IN ITALIA

Il Professor Dan Bahat, uno dei più grandi archeologi israeliani, docente di Archeologia Biblica presso la Facoltà teologica dell'Università di Toronto, responsabile degli scavi del Western Wall Tunnel di Gerusalemme ha tenuto una serie di conferenze in Italia, tra queste: presso il Collegio Arcivescovile De Filippi 27 gennaio 2010 a Varese, per un incontro dedicato al tema del ricordo nella tradizione ebraica ed il giorno 30 gennaio come uno dei principali relatori del convegno internazionale organizzato dal CSVO, Centro Studi del Vicino Oriente, presso l'Istituto Gonzaga, a Milano.


 

ISRAELE OGGI PARTECIPA A FOTOGRAFIA E MEMORIA - IKONA GALLERY, VENEZIA

Israele Oggi partecipa alla mostra FOTOGRAFIA e MEMORIA con tre foto realizzate da Turchet

Fotografie della Fondazione CDEC di Milano, Biblioteca Archivio Renato Maestro di Venezia, Centro Veneziano di Studi Ebraici Internazionali e di Michele Levis.

Mostra a cura di Ziva Kraus, Ikona Gallery in collaborazione con Città di Venezia, Comunità Ebraica di Venezia, Fondazione CDEC di Milano, Biblioteca Archivio Renato Maestro, Centro Veneziano di Studi Ebraici Internazionali.

Catalogo: Fotografia e Memoria / Photography and Memory a cura di Ziva Kraus e Lorenzo Pieresca testi di Shaul Bassi, Paola Mortara, Gadi Luzzatto Voghera. Ed. Biblioteca Archivio Renato Maestro/Ikona Gallery.

 Dal 27 gennaio 2010 al 12 febbraio 2010

Ikona Venezia - Campo del Ghetto Nuovo, Cannaregio 2909 - 30121 Venezia - Italia 


 

 

CONTINUA LA COLLABORAZIONE CON LO STUDIO VENEZIANO+TEAM 

A seguito del successo di Nowhere, l'installazione con le foto di Tel Aviv 100 presentata ad Abitare il Tempo 2009 a Verona, prosegue la collaborazione con lo Studio veneziano+team che ha realizzato il progetto di allestimento per le prossime installazioni di Israele Oggi. 

Altre immagini nella sezione Progetti


 

 

MAPPA FOTOGRAFICA DEL PERCORSO NEI DESERTI SU GOOGLE MAPS

Israele Oggi - Viaggio ADI - I Deserti 2009


 

 LE FOTO DEI PARTECIPANTI AL VIAGGIO ADI NEI DESERTI

Sono on line nella photo gallery del sito Amici d'Israele


 

IL VIAGGIO NEI DESERTI RACCONTATO DA STEFANO MAGNI

È iniziata la pubblicazione dei rapporti di Stefano Magni sul viaggio ADI e Israele Oggi nei deserti.

Primo capitolo: Siderot, una pioggia di Qassam e la paura di non avere un futuro.

"I rifugi anti-razzo sono la testimonianza onnipresente del pericolo. Li si nota subito, quando si entra a Sderot. Ce n’è uno ogni cento metri.  Sulle loro spoglie pareti di cemento si è sviluppata una vera e propria arte metropolitana spontanea fatta di graffiti, disegni di bambini o colori psichedelici.  Non fossero quel che sono, i bunker di Sderot potrebbero essere un originale arredo urbano. Quando si cammina per le strade della cittadina israeliana sono un punto di riferimento irrinunciabile: meglio tenersene uno sempre a quindici secondi di corsa dalla propria posizione, il tempo che normalmente intercorre da quando gli altoparlanti annunciano il “colore rosso” (l’allarme anti-razzo) al momento dello scoppio"... 

opinione.it


 

 

SU YouTube ANTEPRIMA DEL VIDEO SUI DESERTI

Discesa nel Nahal Prizim, wadi scavato dalle acque dai dintorni del monte Sedom. Colonna sonora di David_Eeno alias Davide Calcaterra.

Link al video


 

 

SI È CONCLUSO IL VIAGGIO ADI 2009 NEI DESERTI D'ISRAELE

Milano, 8.11.2009

Nella foto: panoramica del cratere di Mizpe Ramon.

Nella sezione gallery si possono vedere le foto dei percorsi:

La città di Sderot: Il campo giochi con i rifugi antimissili, la casa di una delle vittime dei lanci, la conferenza nella sala sotterranea della polizia, la sala giochi in cemento armato, le abitazioni e i rifugi, la barriera difensiva e la vista su Gaza, le serre, il valico di Herez e un beduino abitante di Gaza che ha deciso di vivere in una tenda sul confine finché non sarà liberato Gilad Shalit, il soldato Israeliano rapito e tenuto in ostaggio da prima della guerra del Libano.

Le foto di alcuni siti del Negev Nordorientale: il kibutz Mashabe Sadé, la ricostruzione della battaglia combattuta contro gli egiziani nel 1948 presso il kibutz Yad Mordechai, la tempesta di sabbia nell'allevamento di struzzi. 

La casa nel deserto di Ben Gurion, che il 14 Maggio 1948 dichiarò la fondazione dello Stato d'Israele. Da Primo Ministro decise di vivere la maggior parte del suo tempo in questo luogo, nel kibutz di Sde Boquer. Il Ben Gurion Heritage Institute, che sorge dietro al Midreshet dove fu sepolto con la moglie Pola, che guarda sul deserto di Zin.

L'oasi nel Deserto di Zin, un luogo di sosta degli Ebrei dopo l'attraversamento del Mar Rosso.

La vista dal Makhtesh Visitor's Center a Mizpe Ramon, un paesino di 300 abitanti isolato al centro del Negev che si affaccia sul limite del Makhtesh Ramon, il più grande cratere in Israele formato dall'erosione dell'acqua, la cui completa estensione può essere vista solo dal satellite.

L'estremo Sud: il confine con l'Egitto e la città di Eilat, sul Mar Rosso, l'osservatorio sottomarino e il delfinario.

Il percorso in Land Rover nei dintorni del Monte Sedom.

Le spiagge e le conformazioni di sale del Mar Morto.

Il sito archeologico della Fortezza di Masada e le grotte di Kumran, luogo della comunità essena dove furono ritrovati i Rotoli del Mar Morto.

Il parco Nazionale di Timna con le Colonne di Re Salomone, la conformazione del Fungo, lo zoo di Hai Bar dove sono ospitate le specie animali descritte nell'episodio dell'Arca di Noé.

La città di Gerusalemme, le strade, le terrazze, il Kotel, la Torre di David e il museo, il Museo francescano di Israele, presso la fermata della Flagellazione, la Tomba di Shimuel.


 

 

 

ISRAELE : IL DESERTO

Programma di massima del secondo viaggio in Israele
organizzato dall'Associazione Amici Di Israele dal 1° all’ 8 Novembre 2009

 

01 NOVEMBRE Partenza con volo EL AL da Milano Malpensa ore 12.30, arrivo a Tel Aviv ore 17.20.

02 NOVEMBRE Visita al parco Eskhol, nella regione di Ofakim. 

Sosta a Sderot, la cittadina sottoposta nel passato ai lanci dei missili Quassam da parte di Hamas.

03 NOVEMBRE Partenza alla volta di Sde Boker il kibbutz dove visse Ben Gurion, visita al museo e sosta presso la tomba di uno di padri di Israele. Passeggiata nel deserto di Zin, proseguimento alla volta di Mitzpe Ramon. Sosta presso l’osservatorio del cratere. Partenza alla volta di Eilat.

04 NOVEMBRE Escursioni facoltative: Petra, Osservatorio sottomarino, Dolphin reef. 

05 NOVEMBRE Partenza per il parco naturale di Timna con visita alle formazioni geologiche del sito, il fungo, le colonne di re Salomone, proseguimento verso nord e sosta presso la riserva di Hai Bar, zoo all’aperto dove sono stati riportati gli animali descritti nella Bibbia. Arrivo al Mar Morto, escursione in Jeep di 3 ore nel deserto e nei dintorni del monte Sodoma. 

06 NOVEMBRE Massada, salita in funivia e visita alle rovine della fortezza fatta costruire da Erode Il Grande. 

Gerusalemme Inizio dello Shabbat presso il Kotel, Muro Occidentale.

07 NOVEMBRE Visita al Museo di Israele, dove si trovano i Rotoli del mar Morto e al Museo della storia d'Israele curato dai monaci Francescani presso la Fermata della Flagellazione.

Visita alla Città vecchia, il mercato, il quartiere arabo e quello ebraico, il Kotel. 

08 NOVEMBRE Rientro in Italia.

 

Il viaggio attraverso i deserti del Negev e di Giudea  rappresenta la terza ricerca fotografica di Israele Oggi


 TEL AVIV 100 VIDEO - SEMAFORO - CAMERA FISSA

Link al video 


 

 

   

LA FOTOGRAFIA IN ISRAELE OGGI

 
Intervista di Fabrizio Bellavista a Maurizio Turchet, Ottobre 2009
 
 
La fotografia: può aiutare le persone ad avere un'immagine più profonda e dialettica sulla terra di Israele?


 
Si considera obbiettiva  la comunicazione fotogiornalistica ma la comunicazione di massa ha la tendenza ad assecondare l'emotività del pubblico e spesso i reporter  costruiscono illustrazioni ad effetto per conquistare l’audience. Gran parte delle immagini che hanno rappresentato Israele sono frutto di interventi e di manipolazioni. Sono illustrazioni del messaggio che si vuole rappresentare. Il primo grado di falsificazione, il più vero-simile, è la scelta dell'angolazione che esclude il contesto, come nel caso del particolare delle macerie con l’esclusione di un ampio scenario in cui la vita continua, o nel rapporto bambino indifeso/carro armato, che esclude gli antefatti di quel particolare della scena globale e porta istintivamente alla difesa del più debole. Nel secondo grado, la tecnica dello still life, il reporter aggiunge alla scena oggetti carichi di pathos, come la bambolina appoggiata sulle macerie o la scarpina da tennis sul luogo dell'incidente. Il terzo grado è la messa in scena teatrale con attori "professionisti", che ritroviamo in vari episodi prima morti e poi resuscitati, ingaggiati in cui gruppi di reporter sono invitati di routine a riprendere lo spettacolo in vere e proprie conferenze stampa. Il quarto grado è il ready made, la delocazione con l’aiuto di didascalie, come la macchina "sfondata da un razzo israeliano" durante la guerra in Libano, che presenta un buco quadrato sul tetto. Il grado estremo è il collage, l'elaborazione photoshop dove l'immagine è radicalmente inventata e costruita a computer. Sono alcuni esempi di quello che si trova con una ricerca veloce su web. Le immagini emozionali generano uno shock nello spettatore, colpiscono al livello più profondo, toccano i centri ancestrali. L’emotività è il ribollire del sangue, non muove il sentimento o la compassione ed esclude l’analisi. Questo tipo di reportage ricalca le illustrazioni della Domenica del Corriere del secolo scorso, ma quelle erano disegnate e non si pretendevano autentiche. Oggi anche lo sguardo attento, bombardato da inganni ottici, tende a lasciar passare le falsificazioni per abitudine. L'immagine d’Israele a cui ci ha abituato il fotoreportage, autentico o falsato, è di un paese in guerra perenne. 
L'altro aspetto, speculare, proposto d'Israele è di una "Terra santa" luogo ideale di manifestazioni di spiritualità stereotipe. 
Ma Israele è un paese abitato da gente vera, con pregi e difetti e con un grande desiderio di normalità. L'obbiettivo fotografico raramente posa lo sguardo sugli aspetti culturali o sulla modernità di Tel Aviv, orientata all'Europa e a New York, la vita nei campus, le ricerche in campo medico, tecnologico, l'ecosistema o la poetica degli antichi maestri che rivive negli scriba e negli artisti contemporanei. Israele è un soggetto molto fotografato ma c’è ancora molto da scoprire.


 
Che cos'è la fotografia?
 


L'obbiettivo non è obbiettivo. Non pretendo che le mie foto lo siano. Ogni punto di vista è unico ed è una scelta di parte. La mia scelta è di rappresentare la vita corrente multietnica e multiculturale di Israele, le luci, le ombre, le trame della scrittura umana e quella dell'ecosistema. Dimentichiamo la privacy, l'Universo ci guarda. Uso macchine digitali, elaboro al computer il negativo digitale e aggiusto le luci, così come si faceva una volta in camera oscura. Non tolgo e non aggiungo nulla ma non per questo considero vere le mie foto. Non esistono foto vere, una fotografia è soltanto una fotografia: è scrittura di luce. L'evento che rappresenta è un'altra cosa.
 
maurizioturchet.blogspot.com 

 
 

 

Nowhere. Impressioni di Tel Aviv ad Abitare il Tempo

Verona 17.09.2009


Nella sezione Linkingpeople, Nuovi spazi per l'ospitalità, durante Abitare il Tempo, la manifestazione di design e arredo di interni che si svolge annualmente a Verona, è stata presentata l'installazione Nowhere, un progetto curato dall'architetto Gianni Veneziano che per le stampe dei pannelli semitrasparenti di grandi dimensioni innovativi e sperimentali realizzati dalla ditta Backstage e per il pavimento realizzato dalla ditta Mosaico Digitale ha utilizzato le foto realizzate da Turchet in occasione del centenario della fondazione di Tel Aviv.
Anche l'uso dei materiali innovativi leggeri e duttili, le forme morbide e avvolgenti, le luci cangianti, le proiezioni, i laser, la colonna sonora elettro, ricordano le atmosfere dei locali sulla spiaggia di Tel Aviv.
l'installazione ha riscosso particolare successo da parte del pubblico e della stampa e sarà tra gli elementi dei prossimi eventi Israele Oggi.

Nowhere
A cura di Gianni Veneziano in collaborazione con Veneziano+Team
Aziende: Afos Design, Backstages, Mosaico Digitale
Sponsor tecnici: Martinelli Luce, Puresound
Video-art: Francesco Arena
Art and photo: Maurizio Turchet
Model: Beatrice Carmi
Clothes: Piyapong Thongpetch

Foto installazione Nowhere


 

 

 

Concorso Fotografico Obiettivo sul mondo ebraico

Milano, 06.09.2009

In occasione della Giornata europea della Cultura ebraica 2009 il CDEC,  Fondazione Centro di Documentazione Ebraica Contemporanea ha indetto la prima edizione del Concorso Fotografico Obiettivo sul mondo ebraico dal tema:

Feste e riti ebraici. Il mondo cosmopolita degli ebrei in Italia

Il Concorso ha per oggetto immagini che illustrano, testimoniano o evocano festività o riti ebraici, pubblici o privati, di ieri o di oggi.

Due foto dalla mostra Israele Oggi 60 sono state scelte tra le 30 finaliste e una di queste, Gerusalemme, fine dello Shabatha ricevuto una segnalazione speciale.

Le 30 foto finaliste